Ivan Luca Cesone

Ivan Luca Cesone.

Mi chiamo Ivan Luca Cesone e sono un naturopata diplomato alla Scuola di Naturopatia Riza. Ho scelto questa scuola, tra le tante, perché adotta un approccio olistico, proponendo una lettura simbolica del corpo e dei suoi disturbi, ispirandosi ed integrando gli studi maggiormente significativi della psicosomatica. Questi insegnamenti possono arrivare dal presente o dal passato, da oriente o da occidente, dalla scienza o dalla tradizione, non importa: ciò che importa e che apportino giovamento all’essere umano. Quest’ultimo, in questa prospettiva, è considerato un connubio armonico, un tutt’uno, tra psiche, energia vitale e corpo ed un cambiamento ad un livello, influenza sempre anche gli altri due.

Il mio percorso di vita mi ha fatto scegliere di diventare naturopata, in quanto fin da bambino ho percepito uno stato di malessere interiore, dovuto alla sensazione di vivere in un mondo che spesso sembra funzionare al contrario.

Per spiegarmi meglio, cito Bred Pitt nel film Fightclub:

“Viviamo in un mondo dove facciamo lavori che non ci piacciono, per comprarci cose che non ci servono”.

Da qui la necessità di trovare per lo meno un senso diverso, un paradigma alternativo, significati coerenti per le nostre esistenze.

Ogni forma di “guarigione” o miglioramento del benessere in un essere umano è sempre frutto di una maturazione, un’evoluzione di tutto il suo essere, grande o piccolo che sia.

Quindi ho cominciato a cercare, più o meno disordinatamente, nella filosofia, nella scienza, nell’esoterismo e alchimia, nella psicologia, nella medicina tradizionale cinese, nella kinesiologia applicata, nella bioenergetica di A. Lowen, nelle tecniche di guarigione energetica spirituale (Reiki, Thetha Healing, S.H.Y.) …

Insomma, tutto ciò che mi sembra interessante, lo prendo, lo provo e se funziona su di me, lo condivido.

Ovviamente, non potrò mai essere un esperto in tutto, ma sicuramente è un bagaglio che ormai fa parte di me e mi aiuta ad orientarmi nella vita e passa spesso agli altri, senza che possa evitarlo. Anzi, ho notato che i maggiori benefici arrivano proprio quando lascio che le “cose” fluiscano spontaneamente da me alle altre persone! E queste arricchiscono anche me.

Con semplicità!

Vi faccio un esempio:

a volte riesco a “farmi passare” l’ansia e l’acidità di stomaco, massaggiandomi ed “inviando energia” alla mia pancia.

A livello intellettuale, potremmo sostenere che lavorando sulla zona corrispondente a Manipura, il Chakra legato alla nostra identità dell’ego, il cui compito è l’autodefinizione (“Io sono ciò che faccio”), o sullo stomaco che è legato simbolicamente alle situazioni della vita che “proprio non digeriamo” ecc., andiamo a riequilibrare quelle energie e quei significati.

Sì potremmo, oppure molto semplicemente stiamo donando attenzione e amore a quella parte di noi, che è proprio ciò che faccio nei miei trattamenti.

Quindi Ivan, se vengo da te cosa mi fai?

Aiuto unicamente le persone a ricontattare ed integrare quelle parti di loro frammentate, perché magari non accettate e trascurate da tempo, a volte tramite il dialogo, a volte con trattamenti energetici, più spesso col massaggio.

Non c’è mai una sessione uguale all’altra, perché non c’è una persona uguale all’altra ed ognuna è in continua evoluzione!

E che tipo di massaggio fai?

Non adotto mai un tipo specifico di massaggio, mi lascio guidare dalle reazioni del corpo della persona.

Il corpo è uno dei mezzi più efficaci per “ricontattarci”, in quanto tra i tre livelli è il più tangibile ed è quello che di solito si fa carico maggiormente dei “sacrifici” atti a tentare di bilanciare gli scompensi di tutto il sistema.

Quando una persona mi saluta con uno sguardo più sereno, una postura, ed un atteggiamento corporeo più leggero ed armonioso, mi si riempie il cuore di gioia, perché ho imparato che questa nuova armonia è già arrivata in tutto il suo essere ed è avvenuto un nuovo piccolo/grande miracolo della vita, grazie ad una “condivisione di cuori”.

Tutto ciò arricchisce anche me, non fosse altro perché di notte, potrò addormentarmi pensando:

“Non faccio un lavoro che non mi piace!”

Anche se mi sa che continuerò a non assomigliare esteticamente a Bred Pitt per tutta la vita.

E quindi… grazie.